Parco Nazionale dei Monti Sibillini
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" ...E che pensieri immensi,
che dolci sogni mi ispirò la vista
di quel lontano mar, quei monti azzurri,
che di qua scopro, e che varcare un giorno
io mi pensava, arcani mondi, arcana
felicità fingendo al viver mio! " 
(Giacomo Leopardi così scrisse dei Monti Sibillini ne Le ricordanze)

Il nostro legno proviene direttamente dal Parco Nazionale dei Monti Sibillini.

Qui di seguito un pò di notizie:

Una catena montuosa che si erge nel cuore dell'Italia fino a raggiungere, con il Monte Vettore i 2.476 m.

E' qui, nel regno della mitica Sibilla che nel 1993 è nato il Parco Nazionale Monti Sibillini (oltre 70.000 ha) con lo scopo di salvaguardare l'ambiente, promuovere uno sviluppo socio-economico sostenibile e favorire la fruizione ad ogni categoria di persone sì da creare un "Parco per tutti".

Lupo, aquila reale, falco pellegrino e numerose specie endemiche sono i segni più evidenti di una diversità e di una ricchezza biologica che, unitamente al fascino delle abbazie e dei centri storici medioevali, disseminati a guisa di corona alle falde del gruppo montuoso, hanno contribuito a determinare un mondo antico e suggestivo dove il tempo sembra, ancora oggi, essersi fermato per rendere omaggio a una realtà di così straordinaria bellezza.

Il parco è immerso in vastissimi castagneti ognuno dei quali ha una propria storia.

castagnetoIl castagno è un albero maestoso, alto, in genere, 20-25 metri, ma può raggiungere anche i 35 metri. In Italia è presente tra i 200 e i 1000 metri, sia sulle Alpi che sugli Appennini. Esso vegeta in terreni acidi o neutri, a valori medi di temperatura ed umidità. Ha il tronco eretto e tozzo che si ramifica, a breve distanza dal suolo, in grosse branche per formare una chioma ampia e rotonda. Per l’eccezionale longevità della pianta, 400-500 anni di vita, il fusto può raggiungere dimensioni notevoli, fino a otto metri di diametro. La corteccia del tronco è liscia e di colore bruno rossastro da giovane, mentre è fessurata con colore più scuro, fino al grigio olivaceo, più avanti negli anni.
Prima di essere diffuso artificialmente e selezionato in varietà pregiate da frutto, il castagno era già presente come specie selvatica in boschi misti di querce, tigli, carpini e altre latifoglie. 
Il castagno predilige esposizioni a Nord - Nord Est, meno esposte ad escursioni termiche; tuttavia non risente del freddo invernale poiché sopporta anche temperature molto basse. Le gelate primaverili invece possono danneggiare sia i germogli che il legno dell’anno precedente.
Il fattore termico dunque è particolarmente importante durante la fioritura e la fecondazione.