Il Castagno: Tra utilizzi,storia e leggenda
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Da sinistra: le foglie, il frutto e l'albero di castagno.I castagni appartengono alla famiglia delle fagacee. Il nome scientifico della varietà europea più diffusa è Castanea sativa, mentre quello della varietà americana quasi estinta è Castanea dentata. I castagni cinese e giapponese sono classificati rispettivamente come Castanea mollissima e Castanea crenata.
Le foglie sono grandi e a margine dentato, mentre i fiori sono raccolti in infiorescenze ad amento. I frutti sono avvolti a maturità da un involucro spinoso, detto riccio, all'interno del quale si sviluppano da uno a tre acheni commestibili, rivestiti da una buccia marrone.

USI DEL LEGNO


Fino a qualche decennio fa, il legname di castagno era molto importante economicamente e ricercato, anche se non proprio di qualità pregiata, perché è forte, elastico, resistente, durevole, compatto, anche se facile a spaccarsi lungo le venature (il legno di castagno a differenza di quello della quercia non ha raggi midollari).
Le piante di castagno vengono di solito tagliate fra i 200 e i 300 anni, ma anche molto giovani secondo l’uso a cui sono destinate.
Il legno è di colore bianco, giallastro, è bruno e molto resistente all’usura infatti era utilizzato per i più diversi impieghi:

  • Palizzate, pali per diversi usi (pergolati, passerelle, steccati per i pascoli, ponti, ecc.);
  • Legname da spacco (verghe o vermene e polloni di piccolo diametro impiegato per cerchi da botte, cassette d’agrumi, ceste da imballaggio, oggetti casalinghi come ventole, panieri, cestini da dispensa);
  • Paleria grossa (per costruzioni rustiche, stanghe da carri e barrocci, ritti per scale a pioli);
  • Legname da filo (ossia squadrato con ascia per costruzioni civili, travetti di piccole e medie misure);
  • Legname da sega (soprattutto doghe da botti, mastelli);
  • Pali comuni da telefono e pali speciali per telegrafo;
  • Mobili grezzi, contenitori usati per alimenti e prodotti agricoli travi e traversine, botti, tini, ceste (“corbelli”), porte e finestre;
  • Per legna da ardere (eventualmente per carbone da fucina dell’artigianato e fasciname da forno per pasticceria) .

Dal legno di castagno si estrae il tannino (sostanza che ha proprietà coloranti e conservanti) che veniva usato per la concia delle pelli e per la tintura. 

Le foglie possono essere usate come strame (serve da giaciglio per il bestiame).
Oggi l’impiego del legno di castagno è limitato, anche se pare esserci un ritorno nell’uso a livello artigianale e industriale.

MANUFATTI IN LEGNO DI CASTAGNO

Porte e portoni
Il portone chiudeva di solito un’apertura provvista di arco e poteva essere dotato di telaio o esserne privo.
Più semplice era invece la tecnica di lavorazione delle porte interne.
L’incastro maggiormente usato era quello a dente, mentre per la costruzione del telaio si ricorreva a un rozzo incastro a tenone e a mortasa.
Tutte le porte erano prive di telaio, la decorazione era praticata dallo stesso falegname che intagliava nei pannelli motivi a losanga o margherite a sei petali.
 
Le Finestre
La finestra poteva essere priva o avere un contro telaio su cui venivano ad accostarsi due ante a più vetri.
Nel primo caso la finestra era dotata di scuretti interni o esterni.
Nel secondo caso le due ante erano costituite da due tavole provviste di piccole aperture per il passaggio della luce, rinforzate all’estremità da tavolette orizzontali fissate con chiodi.

La Madia
La madia è un mobile utilizzato per conservare piccole quantità di farina o generi alimentari.
Il tipo a tavolo con quattro gambe è costituito da due parti distinte: il tavolo assemblato mediante incastri a tenone e mortasa bloccati da spinotti di legno e dotato di cassetto; la parte superiore con coperchio ribaltabile e sponda anteriore estraibile per consentire la utilizzazione del piano interno come spianatoia.
La madia di fattura più accurata è chiusa nella parte inferiore e porta incorporati cassetti con i pomelli di legno.

La cassa
La cassa è un contenitore dotato di coperchio sollevabile utilizzato per conservare alimenti e prodotti agricoli.
Alcune erano molto grandi e lunghe fino a quattro metri. Le casse più semplici erano costruite con tavole di legno di castagno unite con la tecnica dell’incastro a dente.
 
La scranna
La scranna è un tipo di panca a schienale alto. Di forma molto semplice è costruita con tavole o assi di legno di castagno o faggio, mediante incastri di tipo a dente.
In alcune scranne il piano di seduta ribaltabile consentiva di utilizzare il fondo come contenitore.

PROPRIETÁ TERAPEUTICHE DEL CASTAGNO

A parte l’utilizzazione delle castagne a scopo alimentare, si usano le foglie e, a volte, la corteccia dei rami giovani per prodotti di tipo medicinale.
Le foglie e la corteccia si raccolgono in primavera inoltrata, si essiccano all’ombra e si conservano in sacchetti lontani dalla polvere.
La corteccia è fortemente tannica (che contiene molto tannino), ed è stata usata per moltissimo tempo come astringente nelle dissenterie.
Anche le foglie hanno notevoli proprietà' astringenti e, in alcuni casi, batteriostatiche.
Le foglie vengono usate contro la tosse convulsiva e in quelle da malattie da raffreddamento.
Fin dai tempi antichi si attribuivano alle castagne doti terapeutiche: nella medicina popolare si usava il decotto di castagne secche come espettorante in caso di raffreddori, tossi o bronchiti, mentre il passato di castagne era utilizzato per arrestare le diarree infantili (a questo scopo si riteneva utile anche l’infuso di infiorescenze maschili). L’acqua di cottura delle castagne era impiegata per rammollire i geloni.
Anche le foglie sono dotate di proprietà medicinali. Il loro impiego, già citato da Ippocrate e Paracelso, è stato introdotto ufficialmente nella terapia medica del secolo scorso, quale rimedio efficace contro gli spasmi della pertosse (estratto fluido delle foglie).

I prodotti del castagno venivano poi utilizzati per altri scopi:

  • le foglie, opportunamente seccate erano talvolta usate come surrogato del tabacco da fumo;
  • con l’estratto acquoso dei ricci, nell’economia domestica, si tingevano e conciavano tessuti e cordami;
  • I ricci, ricchissimi di sostanze tanniche, e quindi poco degradabili, venivano bruciati e le ceneri sparse come fertilizzante nel castagneto;
  • I polloni più teneri che crescevano alla base della pianta erano un buon foraggio per le capre.